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Lui è tornato

Lui è tornato

I tedeschi oggi tengono la spazzatura separata meglio dello loro razze
(Timur Vermes in: Er ist wieder da (“Lui è tornato!”))

Nella Berlino del 2014 Adolf Hitler si sveglia improvvisamente sul sito del suo ex bunker, ora una zona residenziale di Berlino, settanta anni dopo la sua scomparsa presunta. La guerra è finita, il suo partito non c’è più, la società tedesca è così multiculturale che non lo riconosce. Ma, contro ogni probabilità, Adolf Hitler inizia una nuova carriera in televisione perché è universalmente scambiato per un brillante comico anche se lui è davvero il vero e proprio ‘Hitler’ e le sue intenzioni non sono cambiate

Lo spunto interessante e provocatorio parte dal bestseller omonimo di Timur Vermes che nel 2012 ha posto la domanda provocatoria:

 

Cosa succederebbe se Hitler tornasse oggi? Avrebbe davvero qualche possibilità?

Efficace l’inizio con il Führer che vede le cose in soggettiva, dapprima sfuocata, poi più nitida, come se si fosse risvegliato da un lungo sonno di chi vede una nuova realtà a lui estranea e che lo confonde. Lo stile nel corso del film torna ogni tanto ad assomigliare ad un documentario, poiché un regista televisivo incontra Hitler e, pur credendo si tratti di un attore che impersoni il personaggio, lo porta in giro e lo filma mentre questi parla con la gente comune in strada: i piccoli allevatori, gli imprenditori, personaggi famosi e neonazisti. Lo stile documentario con cui si rivolge all’uomo comune, fa assomigliare la finzione a inchieste televisive su cosa pensa la gente e dà più realismo, tanto più che nel corso della lavorazione l’attore vestito da Hitler ha girato davvero tra la gente e, come dichiara il produttore Christoph Müller:

Molta gente ha fatto festa al falso Hitler, voleva farsi dei selfie con lui, malediceva la democrazia e auspicava che qualcuno finalmente prendesse di nuovo delle misure drastiche in Germania…Eravamo così sconvolti dalle reazioni che abbiamo deciso di portare avanti questo principio in tutto il film.

La narrazione è portata avanti dal punto di vista di Hitler, usando la prima persona e fondamentalmente lui da bersaglio dell’ironia esterna diventa invisibile manovratore delle vicende. Inizia come una commedia buffa e pian piano va verso un pericoloso realismo: Il Führer incontra il malcontento e la xenofobia di oggi e sa cavalcare l’onda, imparando a usare i mezzi di comunicazione come i social media, youtube compreso, finché una tv crede di aver trovato in lui un nuovo personaggio.

Emblematico l’inserimento di Hitler nello show satirico dove si prendono in giro tutti, da musulmani ad ebrei etc. etc. e lo fanno intervenire per un monologo che diventa tutto fuorché comico. Inserito in contesti televisivi come comico lui fa proclami politici con vero effetto. Quanti “veri politici” sono così?

Interessante l’equivoco di chi lo crede un buffone mentre il leader carismatico gestisce il consenso senza imporre nulla, come la prima volta che salì al potere, mediante regolari elezioni. Il film riesce, pur nel compromesso comico che rimane comunque molto gradevole a “mostrare l’Adolf Hitler “genuino”, che da un lato era “megalomane e disturbato”, ma dall’altro sapeva essere “affascinante, educato e flessibile”. La sua ascesa politica e l’Olocausto sono stati possibili solo perché è stato anche un serio e seducente fenomeno di massa”, sempre da dichiarazioni della produzione.

Il contrasto tra il suo aspetto apparentemente finto e i trucchi e ceroni degli attori degli show televisivi sottolineano un rapporto continuo tra realtà e finzione, mentre nel racconto si inserisce pure la curiosa sotto storia di una lotta di potere in redazione tra capo redattrice e vice frustrato che pensano di giocarsi l’idolo mediatico per i loro scopi.

Il rapporto con la realtà e la finzione del film, culmina con un film in lavorazione, sulla vicenda in corso, interpretato dallo stesso sedicente Hitler, film nel film, dopo il simil documentario di altre sequenze, una scatola di riferimenti meta cinematografici e metastorici che fanno riflettere su un altro elemento. Il personaggio di Hitler inizia a scrivere i suoi pensieri sulla nuova Germania e ciò si ispira a un reale seguito di Mein Kampf scritto dal vero storico Hitler e rimasto a lungo inedito.

Spunto interessante del film che scopre uno scenario interessante quanto inquietante. Sentimenti simili a quelli di allora serpeggiano ancora in uno scenario che a volte a problemi opposti a quelli di allora e apre un interrogativo del tipo: cosa accadrebbe con un’operazione così e un film analogo su Mussolini in Italia?

Plauso intanto anche e soprattutto all’attore Oliver Masuccci che ha interpretato Hitler, senza avere la fama di un attore molto noto, evitato volutamente perché non fosse riconoscibile, ma con una solida bravura nel suscitare inquietudine e carisma pur nella patina di comicità. Peccato per i pochi giorni di programmazione in Italia, condensati in un evento.

I tedeschi oggi tengono la spazzatura separata meglio dello loro razze (Timur Vermes in: Er ist wieder da (“Lui è tornato!”)) Nella Berlino del 2014 Adolf Hitler si sveglia improvvisamente sul sito del suo ex bunker, ora una zona residenziale di Berlino, settanta anni dopo la sua scomparsa presunta. La guerra è finita, il suo partito …

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Da Vedere

Summary : L'ipotesi del ritorno di Hitler nella Germania di oggi genera una commedia dai risvolti drammaticamente realistici dove il Il Führer incontra il malcontento e la xenofobia, impara a usare i mezzi di comunicazione come i social e youtube e la tv e conquista nuovi consensi. Divertente e da rifletterci, con Oliver Masucci calato nella parte del dittatore

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Lui è tornato

Genere: Commedia, Storici

Interpreti: Oliver Masucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska Wulf, Lars Rudolph, Michael Kessler, Michael Ostrowski, Gudrun Ritter, Christoph Zrenner, Ramona Kunze Libnow, Thomas Thieme, Frank Plasberg, Roberto Blanco, Jörg Thadeusz

Durata: 110 minuti

Un film di: David Wnendt

Data di uscita: 26, 27 e 28 aprile 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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