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Come il vento

Non sono la direttrice del Jolly Hotel … il detenuto deve fare il suo mestiere.
(Armida Miserere – Valeria Golino)

Presentato fuori concorso durante l’VIII Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e molto applaudito dal pubblico, il film di Marco Simon Puccioni conferma il talento del regista. La storia è tutta incentrata sulla figura di Armida Miserere, una donna forte, chiamata per prima a dirigere un carcere in Italia (mai prima di allora le donne erano entrate nella struttura carceraria). Ai primi degli anni ’80 Armida inizia il suo lavoro nelle carceri e si scontra con un mondo maschilista che concede ben poco alle donne. La sua vita è felice ed ama Umberto Mormile, educatore nelle carceri, che attraverso il teatro cerca di infondere una speranza a coloro che l’hanno persa. Nonostante i due ruoli diversi (direttore lei, educatore lui) la loro vita di coppia è piena di armonia. Ma un giorno Umberto viene ucciso in un agguato della Ndrangheta andando a lavoro, e questo sconvolgerà tutta la vita di Armida: la donna non sarà più la stessa per il dolore lacerante della perdita. Armida è una donna semplice e rigorosa che cerca con accanimento di scoprire i mandanti dell’omicidio del marito. Il suo lavoro e i due cani lupo sono l’unica vita che le resta, il carcere lo dirige con un pugno di ferro e nessuno può sfuggire a quelle regole dure. Del resto come dice la protagonista con molta ironia Il carcere non è il Jolly Hotel.

Nella pellicola di Puccioni non si percepisce solo la grande voglia di verità che muove la protagonista nelle sue scelte, guidate ancor di più da un bisogno disperato di normalità e di amore. La donna nonostante gli insuccessi e la perdita del marito è una lottatrice e ha voglia di riprendere in mano la sua vita. Molto ben sviscerato il personaggio femminile che nella storia ha due tipi di vita molto diversi tra di loro: all’interno del carcere dove è la rigida direttrice stimata dai colleghi e temuta dai carcerati, mentre al di fuori è la donna bisognosa di amore, di avere una famiglia e dei figli. Combattuta tra rigore e normalità, Armida si porta un vuoto enorme, la disperazione per la morte di Umberto di cui vuole a tutti i costi trovare i mandanti. Il bagaglio che l’accompagna è pesante e la donna è sempre più schiacciata da questo peso. Belle inquadrature, dei primi piani dove il regista indugia su una splendida Valeria Golino sola e pensierosa. La storia viene raccontata attraverso i flashback che ripercorrono gli ultimi dieci anni di Armida per arrivare al culmine della tragedia. Ci viene mostrata una donna totalmente dedita allo Stato, un umile servitrice che ha messo in secondo piano la sua vita per essere una fedele a una nazione che spesso è latitante. Il clima della pellicola è tetro e quasi funereo, preludio di una tragedia che si consuma quando le speranze non ci sono più. Valeria Golino come detto in grande forma, intensa come non mai; vicino a lei uno straripante Filippo Timi, grande attore che sembra finalmente arrivato alla sua consacrazione finale. La storia si snoda nel corso degli anni ’80 e in sottofondo il regista colloca gli avvenimenti di quel periodo storico: è questo il contesto in cui si muove una donna coraggiosa in lotta perenne per la giustizia. Puccioni oltre alla desolazione delle carceri ci regala momenti di grande poesia, una sapiente regia e dialoghi ben congeniati che fanno di questo film un gioiellino. Stile semplice e mai melenso, persino nei rari momenti di intimità tra Umberto e Armida, grande capacità nel mescolare l’impegno sociale con l’amore, intenso, vero. Coraggiosa l’opera di Marco Simon Puccioni che riesce a centrare a pieno la complessità della storia e del personaggio. Garbato, mai pesante nonostante la durezza del racconto, una pellicola da ricordare e da annoverare tra il buon cinema.

Non sono la direttrice del Jolly Hotel … il detenuto deve fare il suo mestiere. (Armida Miserere – Valeria Golino) Presentato fuori concorso durante l’VIII Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e molto applaudito dal pubblico, il film di Marco Simon Puccioni conferma il talento del regista. La storia è tutta incentrata sulla …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Storia di Armida Miserere, prima donna chiamata a dirigere un carcere in Italia. Garbato e mai pesante nonostante la durezza del racconto, una pellicola da ricordare. Valeria Golino in gran forma, Filippo Timi meraviglioso.

User Rating: 4.4 ( 1 votes)
79

Come il vento - Locandina

Come il vento

Genere: Drammatici

Cast: Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Marcello Mazzarella, Salvio Simeoli

Un film di: Marco Simon Puccioni

Durata: 110 minuti

Data di uscita: 28 Novembre 2013 (Italia)

About Adele De Blasi

Adele, di origine napoletana, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma. Giovanissima inizia un percorso artistico nella moda e in particolare nella fotografia di moda. Per tre anni è l’assistente fotografica di Elisabetta Catalano con cui fa un libro di fotografia dedicato al cinema intitolato Retrò. Collabora per cataloghi d’arte con molti body artist con cui fa cataloghi tra cui l’artista Fabio Mauri. Si occupa di eventi e intraprende un percorso da personal shopper. Inviata speciale al Festival Internazionale del Film di Roma 2012 per AmazingCinema. Attualmente freelance collabora per diversi siti internet di cinema. Ottima conoscenza della lingua francese.

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